Gli avversari lo vedono come un marziano, lui si sente molto terrestre. E in questa forma di altruismo e di pudicità agonistica risiede anche la sua grandezza. Gigi Buffon, grazie al quale la Juve ha sbancato l’Olimpico di Roma contro la Lazio, come ribadito da Claudio Ranieri, diventa eroe moderno, Superman in blu, in volo senza combustibile, spiega così quella parata stratosferica su Tommaso Rocchi: « La valutazione che do io è dovuta al fatto che la vedo in modo strano: se ci arrivo, sul pallone, vuol dire che è possibile » . Marcello Lippi, il suo ex allenatore, alla Juve e in Nazionale, ai microfoni del Tg1, va oltre, esemplifica e incensa: « E’ il più forte del mondo e quando dico più forte non mi limito solo ai portieri » .
« Dopo il secondo gol mi sono fatto l’intero campo per baciarlo, perché era la rete della vittoria e poi volevo rendere un tributo a un professionista serio come Alessandro » . La doppietta da trasferta, la doppietta della felicità. « Certo, prima Alex non poteva essere all’apice della felicità, quando stava in panchina, ma alla fine è una vittoria di mister Ranieri: ha 20 giocatori di livello e ci sta facendo girare nel modo giusto, sta prendendo il meglio da ognuno » .
Superman vola alto nei sentimenti e nel senso di appartenenza. « Restare alla Juve è stata la scelta migliore, che mi fa dormire bene e mi fa sentire a posto con la coscienza » . I timori della primavera vanno definitivamente in soffitta. D’altronde, il contratto rinnovato sino al 2012 è segno di continuità, di fedeltà, di comunione d’intenti.
Buffon che para Rocchi, Buffon che esulta con il capitano. Sono queste immagini che ne ingigantiscono la grandezza. Ora è uomo simbolo che pungola quando è necessario e stimola al momento opportuno. Provate a suggerirgli la parola scudetto, ne ricaverete il panegirico dell’acrobazia verbale. « Io sono al coperto, resto al coperto sull’argomento. Obiettivamente è giusto che il mister e i ragazzi parlino di scudetto, perché infondono ottimismo al gruppo, all’ambiente » . Fino a che non si imbatterà nuovamente nel portiere più forte del mondo e nella truppa bianconera che al titolo ci crede. Lo dicono i cromosomi, lo impone la storia, lo registra il campo.
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